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Presentate le iniziative per gli 80 anni della Casa di Cura

Ottant'anni al servizio della comunità di Cesena, ottant'anni di cure e prestazioni sanitarie per migliorare le condizioni dei pazienti. È un anniversario davvero importante quello che si appresta a celebrare la Casa di Cura San Lorenzino, e non vuole farlo da sola. Per questo ha organizzato tre iniziative di carattere pubblico volte a confermare il rapporto con la città, fin dall’inizio forte e significativo a livello istituzionale, economico e sociale, e che sono un modo per ringraziare i cittadini per l’attaccamento e la stima che da sempre manifestano per la Clinica.

Sabato 6 ottobre 2018 alle ore 11 presso la Sala Lignea della Biblioteca Malatestiana verrà presentato il restauro dei Codici medici del ‘500 conservati alla Biblioteca Malatestiana di Cesena, finanziato dalla Casa di Cura in collaborazione con l’Amministrazione Comunale.

Domenica 21 ottobre alle ore 11 presso l’Aula Enzo Piccinini, via Natale dell’Amore 15, Cesena verrà inaugurata la lapide a ricordo dell’ospitalità data in Casa di Cura agli ebrei perseguitati durante l’ultimo conflitto mondiale, con presentazione del libro Accadde a Cesena di Paolo Poponessi dedicato alla vicenda. Intervengono Paolo Lucchi (sindaco di Cesena), Rav Luciano Meir Caro (rabbino capo di Ferrara e delle Romagne) e Raffaele Bisulli (amministratore unico Casa di Cura Privata San Lorenzino S.p.A).

Venerdì 16 novembre 2018 alle ore 21 al Teatro Comunale Alessandro Bonci di Cesena si terrà un concerto di musica classica dell’orchestra dell’Associazione Mozart Italia-Milano diretta dal M° Aldo Bernardi. Musiche di Ludwig van Beethoven (Sinfonia n. 6 in Fa maggiore Op. 68, detta Pastorale) e di Wolfgang Amadeus Mozart (Sinfonia concertante per violino, viola e orchestra in Mi bemolle maggiore KV 364). Ingresso libero su invito.

«Per la stima e l’amicizia reciproca che legano la nostra Clinica e la città di Cesena, è nostro desiderio restituire ai suoi cittadini qualcosa di bello e duraturo. - dichiara Raffaele Bisulli, amministratore unico della Casa di Cura - Credo che queste tre iniziative, per la loro portata storica, culturale e umana rappresentino bene la nostra idea di bellezza e servizio alla persona.»

«La storia della Casa di Cura San Lorenzino - osserva Paolo Lucchi, Sindaco di Cesena -si intreccia strettamente con quella della nostra città. Basta ricordare il ruolo che giocò durante il periodo delle persecuzioni razziali, quando contribuì a salvare alcuni ebrei dalla deportazione. Ma, soprattutto, a cementare questo legame sono le migliaia di cesenati che hanno beneficiato e continuano a beneficiare dei servizi da essa offerti, apprezzandone la serietà, l’organizzazione, l’impegno in un settore così delicato come quello sanitario. Del resto credo solo se si fanno le cose per bene si può durare a lungo nel tempo. È con piacere, dunque, che oggi sono qui per celebrare i vostri primi 80 anni, con l’augurio di proseguire per molti anni ancora».

Com'è nata la Casa di Cura

Correva l’anno 1938 quando il trentenne Elio Bisulli - padre del Dr. Raffaele Bisulli, attuale amministratore unico della Clinica - fondò il primo ospedale privato cesenate. Aveva appena concluso con successo gli studi di Medicina e Chirurgia all’Università di Bologna e «in quel periodo ogni struttura ospedaliera faceva a gara per aggiudicarsi i giovani laureati - racconta Raffaele Bisulli - ma mio padre sentiva che i suoi interessi, che spaziavano in tutti i campi della medicina, facevano fatica a trovare spazio in un organico ospedaliero. Decise così di mettersi in proprio e inizialmente di creare una struttura specializzata in radiologia, dove i pazienti potessero anche essere ricoverati nei giorni successivi alle analisi o agli interventi». Alla sua apertura la Clinica disponeva di 4 camere di degenza per 12 posti letto complessivi, oltre a una sala operatoria.

La Casa di Cura muove i primi passi negli anni più drammatici del Novecento, tra i venti di guerra che coinvolgono anche l’Italia: «Mio padre iniziò a svolgere la sua attività di medico e imprenditore della sanità in un contesto profondamente diverso da quello attuale - precisa Raffaele Bisulli - dimostrando una grande professionalità sia come dirigente della Casa di Cura sia come professionista medico in molte discipline». Fin da subito la Casa di Cura si inserì come struttura assai qualificata e apprezzata nell’ambito della sanità del territorio: «Colpisce l’incremento dei pazienti che si rivolsero alla nostra Casa di Cura in quei primi anni, - conclude il dr. Bisulli - infatti da poco più di cento pazienti nel 1938 già nel 1942 si era arrivati a 1137 ricoveri.”

Negli anni la Casa di Cura San Lorenzino è cresciuta negli spazi e nelle attività, diventando una struttura di riferimento nel sistema pubblico-privato instauratosi nel territorio.

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