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Problemi alla schiena, nuova specializzazione

Ha iniziato la sua collaborazione con la nostra Casa di Cura la Dr.ssa Lisa Babbi, chirurgo ortopedico. Si occupa da oltre 7 anni di diagnosi e trattamento chirurgico di patologia degenerativa della colonna vertebrale e di diagnosi e trattamento conservativo e chirurgico di patologia vertebrale dell’età evolutiva. 

Dal 2016 appartiene all’equipe Chirurgia Vertebrale III presso l’Istituto di ricerca Galeazzi di Milano, guidata dal Dr. Marco Brayda Bruno. Le abbiamo posto alcune domande sulla scoliosi, patologia particolarmente diffusa.

Dottoressa Babbi cosa si intende per scoliosi?

«La scoliosi è una deformità vertebrale che può comparire nell’età dello sviluppo scheletrico oppure nell’età adulta per fenomeni degenerativi: essa si presenta come una deviazione laterale della colonna con rotazione sul suo asse. La comparsa della scoliosi non è necessariamente associata a patologie presenti dalla nascita; infatti in età giovanile può comparire anche in soggetti sani: in questo caso si parla di scoliosi idiopatica o dell’adolescenza (l’80% di tutte le scoliosi), della quale non si conosce con esattezza la causa. Sicuramente sappiamo essere di tipo multifattoriale su base genetica per cui si ereditano alcuni fattori predisponenti allo sviluppo di una scoliosi durante l’adolescenza o la pre-adolescenza, quindi tra i 9-10 fino ai 14-15 anni. 

Vi è poi una forma di scoliosi che compare nell’adulto in seguito a degenerazioni del disco intervertebrale e dei legamenti (dunque una sofferenza della colonna vertebrale come struttura) che può evidenziarsi anche con una rotazione della colonna e quindi una scoliosi degenerativa».

Come si fa a osservare una scoliosi?

«Bisogna prima di tutto effettuare una valutazione clinica, cioè controllare il paziente, soprattutto se si trova nella fascia d’età adolescenziale. In questo periodo della vita, la diagnosi precoce è fondamentale: osservare la scoliosi sin dai primi segni è importante per poterne arrestare l’evoluzione». 

Quali sono quindi gli esami strumentali più indicati per la diagnosi?

«Ancora oggi la radiografia in piedi nelle due proiezioni della colonna rappresenta l’unico strumento reale per una diagnosi certa di scoliosi».

Quali sono i trattamenti?

«Le scoliosi minori, quelle al di sotto dei 20 gradi, vengono tenute in osservazione; quando superano i 20 gradi, si deve cominciare una cura ortopedica con un corsetto che ne contenga l’evoluzione. Riconoscere precocemente una curva a 20 gradi consente ovviamente di tenerla più facilmente al di sotto dei 30 gradi con un trattamento conservativo e poter garantire ai ragazzi, a fine crescita e una volta tolto il busto, una vita normale. Il trattamento conservativo della scoliosi si basa quindi sull’uso di corsetti ortopedici di vario tipo, coadiuvati dalla ginnastica posturale». 

Quali sono gli sport più indicati?

«Non esiste uno sport dedicato e specifico che possa aiutare nella correzione della scoliosi o nella prevenzione. Sono preferibili ovviamente quegli sport simmetrici come nuoto, atletica, ginnastica, anche pallavolo o basket che tendono a coinvolgere tutti i muscoli del corpo».

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